Artù, rivista di riferimento per i professionisti che operano nel settore del food e del beverage, propone spesso focus mirati su prodotti e mercati per sviscerarne segreti e curiosità. Tra i casi analizzati, spicca il Galles con il suo paesaggio unico e la sua rinomata gastronomia. Di questo e altro abbiamo parlato con Alberto Schieppati, direttore editoriale di Artù ed esperto nel mondo della ristorazione.

Quante volte sei stato in Galles e cosa ti ha colpito maggiormente?

“Sono stato in Galles 4 -5 volte e sono sempre rimasto colpito dalla bellezza dei paesaggi e dall’ampiezza dei pascoli, oltre che dalla autenticità dell’accoglienza e dal calore del carattere degli abitanti”.

Hai avuto modo di assaggiare il Welsh Lamb IGP? Che opinione ti sente di dare?

“L’Agnello Gallese IGP è un prodotto straordinario: ovviamente degustarlo è uno dei must per chi visita il Galles. Proposto nella versione più semplice (cotto in padella, al forno, alla brace, grigliato) è eccezionale, ma anche nelle sue varianti più gourmet – ovvero servito all’interno di linee di cucina di grandi chef - è eccellente. Tenero, consistente, gustoso, di alta digeribilità. Sul mercato italiano, sia in gdo che nella ristorazione, è un prodotto molto ambito, oltretutto dotato di un ottimo price for value”.

Hai notato differenze con la carne italiana?

“L’Agnello Gallese IGP può competere soltanto con alcune tipologie di agnello italiano, difficilmente reperibili sul mercato, provenienti dalle Alpi piemontesi. Per il resto è unico e inimitabile, grazie anche alla sua succulenza”.

Come preferiresti ti venisse servito un piatto di carne d’agnello? Con quali condimenti e contorni?

“Nel modo più naturale possibile: cotto in padella al giusto rosa e accompagnato da patate croccanti”.

Com’è cambiata la ristorazione con il fenomeno vegetariano e vegano in continua crescita?

“Ritengo che all’interno del fenomeno vegan sia molto forte una componente modaiola, pur riconoscendo al tema delle intolleranze e allergie alimentari il giusto valore. Ma credo comunque che si tratti di un fenomeno passeggero, limitato ad un numero - seppur crescente - molto limitato di consumatori”.