1. L’80% dei terreni in Galles non è adatto alle colture, pertanto allevare ovini e bovini è l’unico sistema per convertire terre ‘marginali’ in cibo di qualità.

2. A differenza di altre parti del mondo, in Galles gli allevamenti sono tutti estensivi; qui ovini e bovini sono allevati su pascoli verdi e rigogliosi grazie alle piogge abbondanti.

3. I terreni catturano il carbonio dall’atmosfera. Pertanto, grazie al lavoro di gestione e di mantenimento dei pascoli, gli allevatori contribuiscono in modo positivo a mitigare i cambiamenti climatici.

4. L’impatto ambientale dell’allevamento ovino e bovino in Galles è lontano dai numeri che vengono solitamente riportati sui media e minore rispetto ad altri settori, quali i trasporti, l’industria, l’energia.

ALTRI DATI

1. L’agricoltura in Gran Bretagna è responsabile solo del 10% delle emissioni totali, con gli allevamenti che raggiungono poco meno della metà (dati DEFRA).

2. Dal 1990, in Gran Bretagna le emissioni legate all’agricoltura sono scese del 16%, mentre la produzione è salita (dati DEFRA).

3. Il 60% dei terreni in Gran Bretagna sono terreni erbosi, non adatti per alcun utilizzo se non per l’allevamento (questo numero in Galles arriva all’80%).

4. Queste terre catturano e trattengono il carbonio dall’atmosfera, garantendo un habitat per la fauna e aiutando la biodiversità.

5. Più del 90% del cibo di cui si nutrono ovini e bovini in Galles è naturale. Per il resto si tratta di sottoprodotti vegetali e grano prodotti dai contadini locali.

6. L'agricoltura gallese utilizza solo l'1,5% delle risorse idriche di altri sistemi in tutto il mondo. I dati globali indicano fino a 15.000 litri di acqua per produrre 1 kg di carne di manzo: in Galles se ne usano solo 220 perché circa l'80% dell’acqua è piovana.